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Intervista a Katia Ricciarelli PDF Stampa E-mail
mercoledì 13 luglio 2005

Image "Occore più rispetto per chi fa cultura"

Occhi puntati su di lei per tutto il tempo, il sorriso non l’ha mai abbandonata un attimo.

Ha dispensato al pubblico sorrisi e strette di mano Katia Ricciarelli: da un lato elegante e un po’ distaccata, come si confà ad una vera diva, dall’altro gioviale e “conviviale”, come ha dimostrato nella cena della corale che ha seguito il concerto. La avviciniamo per capire, dalla sua esperienza di soprano prima, e di direttore artistico poi, la soluzione giusta per riavvicinare il pubblico alla lirica.

“Per quanto mi riguarda, faccio il possibile per portare i giovani a prendere contatto col mondo della musica e del teatro, il modo giusto per creare un ‘ricambio generazionale’ anche tra i fruitori della lirica.”

Esibizioni, come quella avvenuta di recente ad Ostiglia, di lirica in piazze e strade cittadine, sono un buon sistema in questo senso?

“Senza dubbio, purché il tutto sia sempre eseguito con talento e con il giusto approccio. Non è importante il luogo d’esecuzione, ma il talento degli interpreti e la validità della proposta.”

Ha un messaggio da rivolgere a Mantova, città che l’ha vista debuttare e con cui è legata da una sorta di filo doppio?

“Vorrei dire alle istituzioni di continuare a incentivare e supportare chi si impegna per tenere alto il vessillo, non solo della lirica, ma della cultura tutta, anche coinvolgendo privati e sponsor, indispensabili per un sostegno economico ad importanti iniziative. Come questa di “Coralmente” ad esempio, che mi ha colpito per la grande passione e professionalità dei suoi organizzatori.”

Manca forse un po’ di sostegno mediatico alla cultura?

“Manca la giusta considerazione della cultura, molto spesso relegata in tv ad ore impossibili o penalizzata in modo evidente: forse ci vorrebbe un maggior rispetto per chi fa cultura in Italia, anche perché un paese senza cultura è destinato a morire.”

Nicola Antonietti per "La voce di Mantova"

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