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Ostiglia: concerto della Corale “G.Verdi” con Katia Ricciarelli, Strinasacchi del XXI° secolo PDF Stampa E-mail
lunedì 17 ottobre 2005

Image In quanto protagonista della rivoluzione rosa della musica internazionale Katia Ricciarelli poteva essere la “nostra” Teresa Strinasacchi del XXI° secolo, magari solo per una sera, ma accettando le chiavi della città di Ostiglia l’illustre soprano lo sarà per sempre. Sì, una Ricciarelli che non ti aspetti, quella di lunedì 11 luglio nella Città di Nepote durante il concerto di chiusura della Biennale Internazionale di Musica e Canto Corale sulla “Via Claudia Augusta” dedicato alla gens Strinasacchi, illustri musici ostigliesi. Una Ricciarelli dalla bellezza teutonica ed austera, che si scioglie di buon grado in sorrisi e battute argute e che, lontano dai riflettori in un allegro convivio, non resiste e si cimenta ne “Il brindisi” e ne “La Vergine degli angeli” di Verdi, assieme alla Corale ostigliese, indotta da lei stessa a ricompattare le truppe così: ”Putèi stè in silensio sennò non catèmo le note!”.

Solo poco prima nella cornice del Teatro di Ostiglia protagonista è stato il melodramma da Donizetti a Verdi passando per la “Giovane Scuola Italiana” di Puccini, Mascagni, Leoncavallo: un tuffo nell’Ottocento dunque, tramite le interpretazioni magistrali degli allievi dell’Accademia Lirica Internazionale “Katia Ricciarelli”, ovvero il soprano Paola Sanguinetti, il tenore Domingo Stasi e il baritono Gianluca Tumino, un tris di statura già trasnazionale. A dirigerli è stato il maestro Giuliano Vicenzi, accompagnato al pianoforte dal maestro Claudio Sani e dalla Corale “G.Verdi”, distintasi per la sensibilità armonica. Mentre il presentatore prof. Moreno Piccinini ha curato anche la contestualizzazione storica dei brani eseguiti. A fine serata il sindaco Carla Salvatori e l’assessore alla cultura Franco Chiavegatti han tributato al soprano Ricciarelli il grazie di Ostiglia con  la consegna delle chiavi della città di Nepote, il volume sugli Strinasacchi e una pergamena, che recitava così “per il contributo alla diffusione della cultura italiana nel mondo tramite l’arte del belcanto di cui è insigne maestra e per la sua lunga carriera, iniziata proprio a Mantova, costellata di grandi successi e ricca di condivisioni di profonde emozioni”. E lei entusiasta ha ribattuto:” Sono onorata per questo riconoscimento e, anche se ne ho avuti altri, è sempre l’ultimo quello che fa più piacere, mi auguro di tornare presto!”.La incalziamo allora…Lei non ha mai reciso il cordone ombelicale con la Città di Virgilio, vero?“Certo, ho debuttato proprio qui nel ’69 con la Bohème e negli anni ’90 ho fondato l’Accademia Lirica Internazionale”.Pensa che il repertorio ottocentesco possa avvicinare ulteriormente i giovani alla lirica?“Rossini è il più moderno dal punto di vista musicale, ma Verdi attira più i giovani”.Il ragguardevole traguardo di 36 anni di carriera segna dunque una svolta nella sua vita artistica?“No, ma non sto mai ferma, ho altri interessi dai concerti al teatro, passando per la TV e il cinema…”Non è passata inosservata la stagione lirica di Macerata, per la quale lei ha scritturato Costantino Vitagliano, per vestire i panni de “Il bel indifferente”, l’opera di Cocteau-Tutino…“E’ stata un’operazione mediatica e Costantino è una persona adorabile. Le dò uno scoop: Costantino non reciterà, a causa di un cavillo contrattuale, ce ne siamo appena accorti!”La sua Accademia Lirica Internazionale conferma comunque il suo costante impegno verso i giovani.“Sì, questo mio impegno continua sempre”.Quest’anno torna sul set cinematografico, dopo l’”Otello” dell’’86, con “La seconda notte di nozze”.“Sì è un vero e proprio film con la sceneggiatura straordinaria di Pupi Avati, ma non le dico niente…dovete andarlo a vedere!”Lei è anche un personaggio televisivo, figlio della Rai, la rivedremo presto sul piccolo schermo?“Sicuramente prestissimo..”Lodevole è anche il suo impegno sociale, meno noto spesso al grande pubblico.“Sono cose che si fanno e non si dicono”.Il pubblico la segue e la ama a tal punto che una rinomata località turistica (Jesolo) le ha dedicato un tratto di lungomare, che effetto fa?“Mi ha fatto piacere ma mi ha lasciato anche un po’ perplessa, perché questi riconoscimenti li danno post mortem in genere, è stato comunque un gesto carino che mi riempie d’orgoglio”.Può mandare un saluto ai lettori di “Album”?“Di più: mando un bacio anche al suo direttore e a tutti i suoi giornalisti!”Ma riecco comparire Manu, il suo geloso quattrozampe che la trascina via…                                                                                 
Marilena Buganza

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