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Ostiglia: Mozart emoziona ancora…. PDF Stampa E-mail
luned́ 01 maggio 2006
ImageLa magia e il fascino senza tempo del Requiem di Mozart che da oltre tre secoli emoziona non solo gli ascoltatori ma anche gli esecutori, come spiegarli? Questa frase pronunciata dal prof. Giuliano Vicenzi riecheggiava inconfutata e inconfutabile nella Sala delle Colonne del Municipio ostigliese, sabato 8 aprile, durante il seminario tematico dedicato al compositore di Salisburgo e al suo capolavoro mai ultimato. Il convegno ha dato le coordinate storico-letterarie-musicali dell’opera grazie a tre relatori d’eccezione: il prof. Bruno Andreolli, il prof.Moreno Piccinini e il prof.Giuliano Vicenzi. Dopo il prologo dell’assessore alla Cultura del Comune ostigliese, prof. Franco Chiavegatti, e l’introduzione del moderatore, dr.Vittorio Leviti presidente della Corale “G.Verdi”, il prof. Bruno Andreolli ha esplicato il Requiem come genere musicale, inquadrando questo capolavoro quale realtà intermedia, da cui trapela una presunzione di modernità, pur collocandosi nel solco di una tradizione liturgica anteriore ma con una rilettura in chiave profana. Il Requiem è pervaso da una serenità classica, in quanto nel 1791 (anno di nascita dell’opera) Mozart si avvicina allo stile sacro, all’impronta barocca di Hendel e di Bach, rifuggendo le deflagrazioni sonore della tromba e avvalendosi di una logica drammatica misurata e intima in sintonia con “I Sepolcri” di Foscolo. Quindi è stata la volta del prof. Moreno Piccinini che ha illustrato le tonalità letterarie e il sostrato storico-liturgico del Requiem, dall’”abisso alla speranza”. E ha parafrasato la proporzione tra il baratro del peccato e la l’aspettativa della misericordia divina “per visibilia (le cromie simboliche del testo) ad invisibilia (le metafore astratte della spes). Infine il prof. Giuliano Vicenzi ha curato la contestualizzazione storica del Requiem, evidenziando “il bello” e “il sublime” dell’opera e la traduzione strumentistica della stessa. “Il Requiem, opera di bottega, - ha asseverato il prof.Vicenzi - fu ultimato da Franz Xavier Süssmayr e ciò si avverte particolarmente nel Sanctus, nel Benedictus e nell’Agnus Dei che hanno un’impronta stilistica diversa. Ad Ostiglia nella Biblioteca Gareggiati è conservata una partitura originale del Requiem mozartiano datata 1829”. Inoltre la Corale “G.Verdi” mercoledì 12 aprile ha regalato alla sua città natale un Requiem oltre ogni aspettativa. Il concerto ha riscosso per oltre due ore entusiasmo e ovazioni da parte di un pubblico di oltre seicento presenze, che ha assistito alla commemorazione del 250esimo del grande compositore di Salisburgo. Protagonista assoluto è stato sempre il suo Requiem, un possessivo d’obbligo in quanto Mozart scrisse questa sonata K626 per Soli, Coro e Orchestra, pur incompiuta, avvertendo l’approssimarsi della morte. Interpreti d’eccezione di questo evento sono stati il soprano Eleonora Buratto, il mezzo soprano Raffaella Vinello, il tenore Gianfranco Cerreto, il basso Francesco Azzolini con alla consolle il maestro Claudio Sani, accompagnati dalla Corale “G.Verdi” di Ostiglia, dal Coro “Città di Mirandola”, dall’Orchestra Filarmonica Europea di Varese e tutti diretti dal maestro Giuliano Vicenzi.
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