Sabato 19 alle 21.15 al teatro del Vittoriale di Gardone Riviera è andato in scena uno dei classici dell’operetta: la Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni. Tratta dell’omonima opera di Giovanni Verga,
l’opera è ambientata in un paese siciliano durante il giorno di Pasqua.
Ancora a sipario calato, si sente Turiddu, il tenore, cantare una
serenata a Lola, sua promessa sposa che durante il servizio militare di
Turiddu ha però sposato Alfio…
La scena si riempie di paesani e paesane in festa, giunge anche
Santa, detta Santuzza, attuale fidanzata di Turiddu, che non si sente
di entrare in chiesa sentendosi in grave peccato. Entra allora in casa
di mamma Lucia, madre di Turiddu, chiedendole notizie del figlio.
Lucia dice a Santuzza che Turiddu è andato a Francofonte a comprare il
vino, ma Santa sostiene di aver visto Turiddu che si aggirava sotto la
casa di Lola. La stessa notizia arriva anche ad Alfio, che ignaro di
tutto va a trovare Lucia. A questo punto Santuzza svela a Lucia la
relazione tra Turiddu e Lola. Egli ormai l’ha disonorata per ripicca
contro Lola, alla quale prima di andare soldato aveva giurato fedeltà
eterna, e che ora continua a frequentare sebbene sia sposata. Giunge
dunque Turiddu che discute animatamente con Santa; interviene anche
Lola che sta per recarsi in chiesa, e le due donne si scambiano battute
ironiche.
Turiddu segue Lola, che è sola perché il marito lavora. Santuzza augura
a Turiddu la malapasqua e, vedendo arrivare Alfio, gli denuncia la
tresca amorosa della moglie. Dopo la messa, Turiddu offre vino a tutti
i paesani, anche ad Alfio, che nel rifiutarlo, lo abbraccia e gli morde
l’orecchio sfidandolo a duello. Turiddu corre a salutare la madre e
fingendosi ubriaco, le dice addio e le affida Santuzza.
Subito dopo si sente un vociare di donne e popolani. Un urlo sovrasta gli altri: “Hanno ammazzato compare Turiddu!”.